L'AMORE CI FARA' A PEZZI, PAROLA DI ANDREA MALABAILA
Avete mai vissuto un amore che vi ha portato al limite della follia? Se sì, leggete "L’amore ci farà a pezzi" di Andrea Malabaila, edito da Azimut. ll nuovo libro è uscito in tutte le librerie l’8 aprile 2009 ma l’autore l’ha presentato in anteprima il 4 aprile alla libreria "La Gang Del Pensiero" di Corso Telesio 99 a Torino. Digi.TO c’era e gli ha fatto qualche domanda.
QUALCHE INFO SUL LIBRO Dopo "Bambole cattive a Green Park" e "Quelli di Goldrake", nuova fatica per il trentunenne scrittore nato a Torino, che è anche editore, avendo fondato nel 2008 una piccola casa editrice, Las Vegas. "L’amore ci farà a pezzi" conta 159 pagine, costa 11 € e ha richiesto 3 anni di stesura. La trama si potrebbe definire come quella di un amore vissuto a tempo di tennis: non solo perché sullo sfondo c’è il mondo della terra rossa, ma anche perché, com’è scritto nel libro, "nel tennis come nella vita è tutto un affare di cuore". È la storia di un’ossessione, quella di un mediocre tennista ex scrittore, per una tedesca, anch’essa tennista ma coraggiosa, talentuosa e giramondo. Nella ragazza il protagonista vede il suo riscatto, l’ebbrezza del coraggio mai dimostrato, in campo e nella vita. Pian piano il senso di ogni cosa si plasma sull’amata. Lui e lei si "rimpallano" per tutto il libro, come si direbbe in gergo tennistico. Inevitabilmente il plot si complica quando i protagonisti diventano lui, lei e un altro. Riuscirà il nostro eroe a dimostrare di essere anche lui un attaccante? Il loro tempo finalmente combacerà? Ma soprattutto: chi si prenderà l’ultima palla finale dritta in faccia?
QUALCHE DOMANDA ALL’AUTORE Tra dediche e autografi sul nuovo libro, acquistabile in anteprima speciale in occasione dell’incontro con l’autore, Malabaila ha risposto a qualche domanda.
Hai svelato che lo spunto iniziale del libro è autobiografico. Significa che anche tu giochi a tennis? «No, in realtà ci ho giocato solo qualche volta da piccolo! Il titolo del libro è tratto da una canzone dei Joey Division "Love will tear us apart"».
Nel romanzo, i protagonisti si conoscono su un forum in Internet. Che rapporto hai con le nuove tecnologie? «L’incontro dei due è virtuale ma l’ossessione che ne scaturisce è del tutto reale. Ho un ottimo rapporto con Internet. Navigo dal lontano ’97 e grazie al web ho avuto un sacco di opportunità che altrimenti non avrei avuto. Ho un sito dal ’99, un blog dall’inizio del 2004, sono stato tra i primi a iscrivermi a Facebook, con Las Vegas abbiamo fatto una presentazione su Second Life. Mi piace tenermi aggiornato».
Quanto c’è di Torino nei tuoi romanzi? «C’è molto, perché il protagonista è torinese e a Torino avviene l’incontro con la lei del romanzo. Ma Torino non è solo uno sfondo, ha caratteristiche proprie, quasi come un vero personaggio. Ad un certo punto scrivo che "Torino è una città essenzialmente indoor, cresciuta sotto i portici e dentro i caffè e le fabbriche, e questo si riflette sul carattere dei suoi abitanti. Le strade hanno un’impostazione militare e gli appartamenti vengono chiamati alloggi. Anche questo si riflette sul carattere dei torinesi". Non solo, si rifletterà anche sul protagonista e sulla sua storia d’amore».
Com’è il panorama letterario ed editorialetorinese? Come vivi l’essere sia scrittore che editore? «A Torino c’è un sacco di fermento. Questo dipende, secondo me, dal fatto che in inverno fa freddo e la gente sta chiusa in casa. Se ci fosse sempre il sole, probabilmente i ragazzi preferirebbero andare in giro piuttosto che mettersi a scrivere. Però questo fermento rischia di disperdersi, perché non ci sono punti di ritrovo per chi scrive o aspira a farlo. Siamo dannatamente individualisti ed è un peccato. Per quanto riguarda essere scrittore ed editore, come prima cosa ho voluto mantenere distinte le due attività. Autopubblicarsi non mi sembra corretto, non solo nei confronti del pubblico ma anche di sè stessi: io non sarei in grado di giudicare la bontà di un mio romanzo e rischierei di essere troppo benevolo o troppo critico. Preferisco lasciare il giudizio ad altri. D’altro canto, però, leggere per Las Vegas molti testi di aspiranti scrittori mi permette di confrontarmi con tantissime scritture diverse e di crescere ogni giorno».
Grazie, nel caso aspetto il tuo commento (e anche quello degli altri lettori!). Sul mio sito c'è la mia e-mail e mi trovate anche su facebook.
Per quanto riguarda il mio libro, dovresti trovarlo abbastanza facilmente. Le librerie in cui sono stato ce l'hanno...
Andrea...
Dovremmo abituarci a nuove letture. Ed il porre l'attenzione su autori semi-sconosciuti, forse solo perché non hanno ancora ricevuto alcun premio di prestigio, ma comunque validi, non può che metterci sulla giusta strada. Vorrei leggere questo romanzo e spero di trovarlo in libreria, almeno a Torino, visto che Malabaila proprio in questa città è nato, anche come scrittore...
QUALCHE INFO SUL LIBRO
Dopo "Bambole cattive a Green Park" e "Quelli di Goldrake", nuova fatica per il trentunenne scrittore nato a Torino, che è anche editore, avendo fondato nel 2008 una piccola casa editrice, Las Vegas.
"L’amore ci farà a pezzi" conta 159 pagine, costa 11 € e ha richiesto 3 anni di stesura. La trama si potrebbe definire come quella di un amore vissuto a tempo di tennis: non solo perché sullo sfondo c’è il mondo della terra rossa, ma anche perché, com’è scritto nel libro, "nel tennis come nella vita è tutto un affare di cuore". È la storia di un’ossessione, quella di un mediocre tennista ex scrittore, per una tedesca, anch’essa tennista ma coraggiosa, talentuosa e giramondo. Nella ragazza il protagonista vede il suo riscatto, l’ebbrezza del coraggio mai dimostrato, in campo e nella vita. Pian piano il senso di ogni cosa si plasma sull’amata. Lui e lei si "rimpallano" per tutto il libro, come si direbbe in gergo tennistico. Inevitabilmente il plot si complica quando i protagonisti diventano lui, lei e un altro. Riuscirà il nostro eroe a dimostrare di essere anche lui un attaccante? Il loro tempo finalmente combacerà? Ma soprattutto: chi si prenderà l’ultima palla finale dritta in faccia?
QUALCHE DOMANDA ALL’AUTORE
Tra dediche e autografi sul nuovo libro, acquistabile in anteprima speciale in occasione dell’incontro con l’autore, Malabaila ha risposto a qualche domanda.
Hai svelato che lo spunto iniziale del libro è autobiografico. Significa che anche tu giochi a tennis?
«No, in realtà ci ho giocato solo qualche volta da piccolo! Il titolo del libro è tratto da una canzone dei Joey Division "Love will tear us apart"».
Nel romanzo, i protagonisti si conoscono su un forum in Internet. Che rapporto hai con le nuove tecnologie?
«L’incontro dei due è virtuale ma l’ossessione che ne scaturisce è del tutto reale. Ho un ottimo rapporto con Internet. Navigo dal lontano ’97 e grazie al web ho avuto un sacco di opportunità che altrimenti non avrei avuto. Ho un sito dal ’99, un blog dall’inizio del 2004, sono stato tra i primi a iscrivermi a Facebook, con Las Vegas abbiamo fatto una presentazione su Second Life. Mi piace tenermi aggiornato».
Quanto c’è di Torino nei tuoi romanzi?
«C’è molto, perché il protagonista è torinese e a Torino avviene l’incontro con la lei del romanzo. Ma Torino non è solo uno sfondo, ha caratteristiche proprie, quasi come un vero personaggio. Ad un certo punto scrivo che "Torino è una città essenzialmente indoor, cresciuta sotto i portici e dentro i caffè e le fabbriche, e questo si riflette sul carattere dei suoi abitanti. Le strade hanno un’impostazione militare e gli appartamenti vengono chiamati alloggi. Anche questo si riflette sul carattere dei torinesi". Non solo, si rifletterà anche sul protagonista e sulla sua storia d’amore».
Com’è il panorama letterario ed editoriale torinese? Come vivi l’essere sia scrittore che editore?
«A Torino c’è un sacco di fermento. Questo dipende, secondo me, dal fatto che in inverno fa freddo e la gente sta chiusa in casa. Se ci fosse sempre il sole, probabilmente i ragazzi preferirebbero andare in giro piuttosto che mettersi a scrivere. Però questo fermento rischia di disperdersi, perché non ci sono punti di ritrovo per chi scrive o aspira a farlo. Siamo dannatamente individualisti ed è un peccato. Per quanto riguarda essere scrittore ed editore, come prima cosa ho voluto mantenere distinte le due attività. Autopubblicarsi non mi sembra corretto, non solo nei confronti del pubblico ma anche di sè stessi: io non sarei in grado di giudicare la bontà di un mio romanzo e rischierei di essere troppo benevolo o troppo critico. Preferisco lasciare il giudizio ad altri. D’altro canto, però, leggere per Las Vegas molti testi di aspiranti scrittori mi permette di confrontarmi con tantissime scritture diverse e di crescere ogni giorno».
Link utili:
Il sito di Andrea Malabaila
La casa editrice Las Vegas
Conoscete questo scrittore? Vi siete mai cimentati nella scrittura?