La produzione di opere originali (musicali, artistiche, letterarie…) non è solo questione di talento o di fortuna, in particolare per un giovane. Anche in questi casi -ben lo sa chi ha già anche una piccola esperienza nel campo - si ha a che fare con il copyright e le regole del diritto d’autore, problemi non da poco per chi vuole far conoscere o circolare nuove “opere d’ingegno”, proteggendosi da rischi di brutte sorprese. Una risposta a queste “complicazioni creative” è la filosofia del copyleft, adottata ad esempio a Torino da un gruppo di giovani che presto faranno nascere Bordergate, un progetto per raccogliere opere creative senza i diritti d’autore.
"RIGHT" O LEFT"? Il copyleft è già molto diffuso in ambito informatico (un esempio tra i tanti: Open Office, che offre le stesse potenzialità di Windows Office), e che per quanto riguarda le produzioni originali si traduce nella pratica delle licenze Creative Commons. Creative Commons è un’organizzazione no-profit, che permette di scegliere una licenza (fra sei diverse articolazioni disponibili) per la propria opera, segnalando in maniera chiara che la riproduzione, diffusione e circolazione della propria opera è esplicitamente permessa, specificando in quali ambiti la si permette. In particolare, questo tipo di licenze permette - quando specificato dall’autore - la riproduzione delle sue opere senza la necessità di un pagamento come richiesto da società pubbliche (in Italia la Siae) o private (ad esempio il consorzio dei fonografici Scf), obbligatorio per una radio che vuole trasmettere brani registrati da una di queste organizzazioni restando nella legalità. Un precedente significativo a Torino, a tal proposito, è la vicenda di radiodigitale.info (web radio del centro giovanile El Barrio), che da parecchi mesi sta svolgendo uno sciopero bianco (quindi senza trasmettere musica), per via dell’impossibilità di sostenere le spese che le permetterebbero di mandare in onda liberamente qualsiasi brano.
ARRIVA BORDERGATE Un’iniziativa differente, ma sempre pensata per portare maggiore attenzione su questi temi, è quella di un gruppo di giovani torinesi, che stanno lavorando ad un portale che presto troveremo in rete, www.bordergate.it, costruito con l’obiettivo di sponsorizzare la filosofia open source e Creative Commons, dando spazio a tutti quei prodotti artistici e d’ingegno registrati con queste modalità. Un “contenitore di creative commons” lo definisce Andrea Capalbo, uno degli ideatori, che ci ha dato qualche anticipazione sulle potenzialità di questo spazio che promuove l’”alternativa al copyright”.
LIBERI DI INCONTRARSI «Stiamo lavorando a questo portale che sarà presto on line - ci racconta Andrea - ci sarà la possibilità di scoprire e condividere opere in Creative Commons; per quanto riguarda la musica avremo una web radio, Border radio, che trasmetterà solo musica registrata al di fuori del copyright, dando spazio agli artisti piemontesi che vorranno farsi conoscere. Ci sarà anche un social network, pensato come collante per tenere uniti tutti gli utenti. Tramite questo strumento gli utenti potranno caricare propri contenuti e porre direttamente la licenza che sceglieranno, e soprattutto potranno incontrarsi e conoscersi, scoprire interessi comuni e far nascere collaborazioni. Ad esempio: un gruppo musicale potrà trovare un regista con cui lavorare ad un videoclip».
CONCORRENZA COSTRUTTIVA Un sito che darà spazio alla musica, quindi, ma anche a libri, poesia e molto altro: «Un docente universitario potrebbe caricare il materiale didattico sul sito, insieme a quello dei colleghi, dando vita anche a forme di concorrenza costruttiva», continua Andrea, che ci racconta l’esperienza del gruppo che ha dato vita a Bordergate: «Siamo nati come un gruppo di amici, studenti di diverse facoltà, dagli ingegneri ai filosofi. Avevamo il desiderio comune di allargare questi confini, ora siamo un’associazione culturale e con questo progetto abbiamo vinto il bando per le attività culturali dell’Edisu».
Aspettando di scoprire Bordergate, raccontiamoci le nostre esperienze su Digi.TO: se siete scrittori, artisti o musicisti come vi siete confrontati con il diritto d’autore? Avete mai utilizzato le licenze Creative Commons? Cosa ne pensate?
Una risposta a queste “complicazioni creative” è la filosofia del copyleft, adottata ad esempio a Torino da un gruppo di giovani che presto faranno nascere Bordergate, un progetto per raccogliere opere creative senza i diritti d’autore.
"RIGHT" O LEFT"?
Il copyleft è già molto diffuso in ambito informatico (un esempio tra i tanti: Open Office, che offre le stesse potenzialità di Windows Office), e che per quanto riguarda le produzioni originali si traduce nella pratica delle licenze Creative Commons. Creative Commons è un’organizzazione no-profit, che permette di scegliere una licenza (fra sei diverse articolazioni disponibili) per la propria opera, segnalando in maniera chiara che la riproduzione, diffusione e circolazione della propria opera è esplicitamente permessa, specificando in quali ambiti la si permette.
In particolare, questo tipo di licenze permette - quando specificato dall’autore - la riproduzione delle sue opere senza la necessità di un pagamento come richiesto da società pubbliche (in Italia la Siae) o private (ad esempio il consorzio dei fonografici Scf), obbligatorio per una radio che vuole trasmettere brani registrati da una di queste organizzazioni restando nella legalità. Un precedente significativo a Torino, a tal proposito, è la vicenda di radiodigitale.info (web radio del centro giovanile El Barrio), che da parecchi mesi sta svolgendo uno sciopero bianco (quindi senza trasmettere musica), per via dell’impossibilità di sostenere le spese che le permetterebbero di mandare in onda liberamente qualsiasi brano.
ARRIVA BORDERGATE
Un’iniziativa differente, ma sempre pensata per portare maggiore attenzione su questi temi, è quella di un gruppo di giovani torinesi, che stanno lavorando ad un portale che presto troveremo in rete, www.bordergate.it, costruito con l’obiettivo di sponsorizzare la filosofia open source e Creative Commons, dando spazio a tutti quei prodotti artistici e d’ingegno registrati con queste modalità. Un “contenitore di creative commons” lo definisce Andrea Capalbo, uno degli ideatori, che ci ha dato qualche anticipazione sulle potenzialità di questo spazio che promuove l’”alternativa al copyright”.
LIBERI DI INCONTRARSI
«Stiamo lavorando a questo portale che sarà presto on line - ci racconta Andrea - ci sarà la possibilità di scoprire e condividere opere in Creative Commons; per quanto riguarda la musica avremo una web radio, Border radio, che trasmetterà solo musica registrata al di fuori del copyright, dando spazio agli artisti piemontesi che vorranno farsi conoscere. Ci sarà anche un social network, pensato come collante per tenere uniti tutti gli utenti. Tramite questo strumento gli utenti potranno caricare propri contenuti e porre direttamente la licenza che sceglieranno, e soprattutto potranno incontrarsi e conoscersi, scoprire interessi comuni e far nascere collaborazioni. Ad esempio: un gruppo musicale potrà trovare un regista con cui lavorare ad un videoclip».
CONCORRENZA COSTRUTTIVA
Un sito che darà spazio alla musica, quindi, ma anche a libri, poesia e molto altro: «Un docente universitario potrebbe caricare il materiale didattico sul sito, insieme a quello dei colleghi, dando vita anche a forme di concorrenza costruttiva», continua Andrea, che ci racconta l’esperienza del gruppo che ha dato vita a Bordergate: «Siamo nati come un gruppo di amici, studenti di diverse facoltà, dagli ingegneri ai filosofi. Avevamo il desiderio comune di allargare questi confini, ora siamo un’associazione culturale e con questo progetto abbiamo vinto il bando per le attività culturali dell’Edisu».
Link utili:
Open Office
Creative Commons
Scf
Siae
radiodigitale.info
El Barrio
Edisu
Aspettando di scoprire Bordergate, raccontiamoci le nostre esperienze su Digi.TO: se siete scrittori, artisti o musicisti come vi siete confrontati con il diritto d’autore? Avete mai utilizzato le licenze Creative Commons? Cosa ne pensate?