Che la civiltà dei consumi abbia vinto, è fuor di dubbio ormai. Ma c’è ancora spazio per valutare come consumare. Mercoledì 3 marzo, presso la sede dell’Informagiovani di Torino il mondo del consumo altro era radunato per un aperitivo informativo dal titolo “Consumare poco e bene: missione possibile?”, introdotto da Nanni Salio, fondatore e presidente del centro Studi Domenico Sereno Regis di Torino.
LA DECRESCITA FELICE «È comune ritenere che crescita significhi ricchezza mentre decrescita voglia dire povertà. Ma non è così – spiega Jean Louis Aillon (nella foto) che a soli 25 anni, e con una laurea in medicina nuova di pacca, è già presidente del circolo torinese del Movimento per la decrescita felice – Si tratta di far capire alle persone che consumare meno, e meglio, le libera dallo stress, dal malessere di un’esistenza compulsiva. Fondamentale diventa allora l’autoproduzione, farsi il pane o il formaggio in casa, magari coinvolgendo i vicini, riscoprendo una socialità che va oltre alle semplici questioni di consumo». Per aggirare la trappola del vecchio “produci-consuma-crepa” di ferrettiana memoria, esistono già i gruppi di acquisto solidale che però «non bastano da soli a rompere le solitudini e gli egoismi delle società monocellulari», dice ancora Jean Louis. Così, con piccoli gesti quotidiani, è possibile cambiare la qualità della vita propria e altrui, rispettando l’ambiente: «Sui treni ad alta velocità corrono arance spagnole, mentre si dovrebbe favorire il chilometro zero». Jean Louis è anche uno dei promotori dell’Università del saper fare, un centro di formazione dove, accanto ai libri del guru della decrescita, Serge Latouche, è possibile apprendere le tecniche dell’autoproduzione. LA BICI NON INQUINA Ma i temi della sostenibilità non si limitano allo yogurt o al pane fatto in casa. Si tratta anche di trasporti, carburanti, inquinamento. Ma esiste una soluzione ecologica, il cui carburante sono fiato e muscoli: la bicicletta. L’associazione Muovi Equilibri offre allora ciclofficine itineranti, pedalate cicloturistiche, trasporto merci e logistica su mezzi a pedali, bike sharing e consulenza per la mobilità sostenibile. FAMIGLIA VERDE E BUFFET VEGANO Presente anche la Cascina Roccafranca, centro culturale della Circoscrizione 2 di Torino, che promuove corsi e servizi legati a stili di vita eco-compatibili. E con loro “famiglia verde”, la famiglia premiata al festival CinemAmbiente 2009 per lo stile di vita eco-sostenibile, impegnata a spiegare come la sostenibilità sia uno stile di vita che infine produce felicità. E la loro ridente bimba che gironzolava a passi incerti tra il pubblico, ne era la testimonianza migliore. A chiudere la serata, l’aperitivo vegano proposto dall’Associazione VegFestival. «Chi fa la scelta vegana decide di non nutrirsi di prodotti animali, nemmeno di derivati come latte e uova, ma non solo: evita di sfruttare l’animale al 100%. Invece di vestirmi con maglie di lana, uso il pile. E non indosso scarpe di pelle o cinture», spiega Eduardo Ferrante, membro dell’associazione che a settembre organizzerà, appunto, il VegFestival: una festa di tre giorni a tema animalista perché «la scelta vegana è anzitutto una scelta animalista, l’aspetto salutistico passa in secondo piano». GLI APERITIVI CONTINUANO Gli aperitivi informativi che l’Informagiovani ha in programma per il 2010, inseriti nel calendario degli eventi di Torino Capitale Europea dei Giovani, continuano. Il prossimo incontro, dal titolo "Il lavoro nel terzo millennio: professioni creative per giovani flessibili" sarà il 17 marzo, sempre alle 17.30: nell’ultimo decennio siamo passati dall’idea del lavoro dipendente a quella del lavoro "intraprendente", ma quali competenze bisogna mettere in gioco per costruire la propria identità professionale?
E tu pensi che la decrescita sia utile ai problemi sociali ed ecologici, o piuttosto sia una soluzione tampone? Dì la tua su Digi.TO
LA DECRESCITA FELICE
«È comune ritenere che crescita significhi ricchezza mentre decrescita voglia dire povertà. Ma non è così – spiega Jean Louis Aillon (nella foto) che a soli 25 anni, e con una laurea in medicina nuova di pacca, è già presidente del circolo torinese del Movimento per la decrescita felice – Si tratta di far capire alle persone che consumare meno, e meglio, le libera dallo stress, dal malessere di un’esistenza compulsiva. Fondamentale diventa allora l’autoproduzione, farsi il pane o il formaggio in casa, magari coinvolgendo i vicini, riscoprendo una socialità che va oltre alle semplici questioni di consumo». Per aggirare la trappola del vecchio “produci-consuma-crepa” di ferrettiana memoria, esistono già i gruppi di acquisto solidale che però «non bastano da soli a rompere le solitudini e gli egoismi delle società monocellulari», dice ancora Jean Louis. Così, con piccoli gesti quotidiani, è possibile cambiare la qualità della vita propria e altrui, rispettando l’ambiente: «Sui treni ad alta velocità corrono arance spagnole, mentre si dovrebbe favorire il chilometro zero». Jean Louis è anche uno dei promotori dell’Università del saper fare, un centro di formazione dove, accanto ai libri del guru della decrescita, Serge Latouche, è possibile apprendere le tecniche dell’autoproduzione.
LA BICI NON INQUINA
Ma i temi della sostenibilità non si limitano allo yogurt o al pane fatto in casa. Si tratta anche di trasporti, carburanti, inquinamento. Ma esiste una soluzione ecologica, il cui carburante sono fiato e muscoli: la bicicletta. L’associazione Muovi Equilibri offre allora ciclofficine itineranti, pedalate cicloturistiche, trasporto merci e logistica su mezzi a pedali, bike sharing e consulenza per la mobilità sostenibile.
FAMIGLIA VERDE E BUFFET VEGANO
Presente anche la Cascina Roccafranca, centro culturale della Circoscrizione 2 di Torino, che promuove corsi e servizi legati a stili di vita eco-compatibili. E con loro “famiglia verde”, la famiglia premiata al festival CinemAmbiente 2009 per lo stile di vita eco-sostenibile, impegnata a spiegare come la sostenibilità sia uno stile di vita che infine produce felicità. E la loro ridente bimba che gironzolava a passi incerti tra il pubblico, ne era la testimonianza migliore.
A chiudere la serata, l’aperitivo vegano proposto dall’Associazione VegFestival. «Chi fa la scelta vegana decide di non nutrirsi di prodotti animali, nemmeno di derivati come latte e uova, ma non solo: evita di sfruttare l’animale al 100%. Invece di vestirmi con maglie di lana, uso il pile. E non indosso scarpe di pelle o cinture», spiega Eduardo Ferrante, membro dell’associazione che a settembre organizzerà, appunto, il VegFestival: una festa di tre giorni a tema animalista perché «la scelta vegana è anzitutto una scelta animalista, l’aspetto salutistico passa in secondo piano».
GLI APERITIVI CONTINUANO
Gli aperitivi informativi che l’Informagiovani ha in programma per il 2010, inseriti nel calendario degli eventi di Torino Capitale Europea dei Giovani, continuano.
Il prossimo incontro, dal titolo "Il lavoro nel terzo millennio: professioni creative per giovani flessibili" sarà il 17 marzo, sempre alle 17.30: nell’ultimo decennio siamo passati dall’idea del lavoro dipendente a quella del lavoro "intraprendente", ma quali competenze bisogna mettere in gioco per costruire la propria identità professionale?
E tu pensi che la decrescita sia utile ai problemi sociali ed ecologici, o piuttosto sia una soluzione tampone? Dì la tua su Digi.TO