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4 ottobre 2017

Sogno e colore: il mondo di Miró in 130 opere

Abbiamo visitato in anteprima la mostra da oggi a Palazzo Chiablese, un’esperienza in grado di piacere ad appassionati e semplici curiosi

Aurora Bolandin

La mostra a Palazzo Chiablese è aperta fino al 14 gennaio

Oggi mercoledì 4 ottobre apre a Torino la mostra Miró! Sogno e colore, appuntamento proposto dai Musei Reali che segue la scia dei successi delle esposizioni su Tamara de Lempicka, Matisse e Toulouse-Lautrec e che resterà allestita a Palazzo Chiablese fino al 14 gennaio 2018.
Joan Miró, artista catalano che ha attraversato il ‘900 con il suo linguaggio pittorico rivoluzionario, è uno dei pittori simbolo dell’arte surrealista, che rielabora e contamina tracciando una una nuova direzione per gli artisti a lui contemporanei e delle generazioni successive.

UN PO’ DI STORIA
L’esposizione racchiude 130 opere prestate dalla Fundació Pilar i Joan Miró di Maiorca e evidenzia la profonda metamorfosi dell’artista nel suo ultimo ciclo creativo. Dopo aver vissuto prima a Barcellona e poi in esilio a Parigi a causa della guerra civile spagnola, nel 1954 il pittore decide di ritirarsi definitivamente sull’isola di Maiorca; in questo luogo metterà in discussione la sua arte e darà vita al suo più grande sogno: uno studio dove realizzare le sue opere e preservarle nel tempo.

La ricostruzione dello studio di Mirò

Proprio questo studio è ricostruito scenograficamente all’interno degli spazi di Palazzo Chiablese, circondato dalla produzione degli ultimi trent’anni dell’artista. Le opere presentate mettono in mostra il forte legame tra Miró e Maiorca, isola di origine sia della madre che della moglie, le influenze artistiche di cui l’artista si nutriva e la sua ricerca di un vocabolario di forme che lo porterà alla creazione di un universo dominato da stelle, pianeti e animali talvolta primitivi e inquietanti, talvolta gioiosi e simbolo di libertà.

UN UNIVERSO DA NON PERDERE
La mostra è un’occasione imperdibile di entrare in questo universo, e attraverso uno studio sapiente degli spazi espositivi e delle opere a disposizione riesce a creare un percorso armonico, capace di incontrare i gusti degli appassionati di arte, come di turisti o semplici curiosi.
Tele di grandi dimensioni sono alternate a video esplicativi e piccoli capolavori sono accostati a esperienze artistiche interattive. Le opere dialogano tra di loro e seguono la metamorfosi del pittore dall’arrivo sull’isola di Maiorca fino alla sua morte.
Non occorre svelare di più su una mostra che è consigliabile andare a vedere anche con i più scettici.

 

Foto di Aurora Bolandin

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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