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20 dicembre 2017

Il Mau, dove l’arte è di strada

I murales del quartiere Borgo Vecchio del Campidoglio fanno da itinerario al primo Focus sulla Torino Turistica di oggi

Fabio Gusella

Un’opera del Mau

Immaginiamo per qualche istante la Torino di fine Ottocento, con le sue case di ringhiera, le strade acciottolate, le botteghe artigiane. Ebbene, viaggiare nel tempo è possibile, dal momento che esiste un luogo a Torino in cui le lancette paiono essersi fermate: parliamo del Borgo Vecchio del Campidoglio, uno storico quartiere operaio a due passi dall’Ospedale Maria Vittoria, un “paese nella città” che conserva tutt’oggi una parte del suo aspetto ottocentesco.
Addentrandoci nelle più intime strade del Borgo, racchiuse fra corso Tassoni e corso Svizzera, qualcosa di nuovo e inaspettato ci sorprende: da quei muri scrostati e da quelle finestrelle cieche, infatti, si affacciano decine di pitture murali quasi incuriosite dal nostro passaggio. 

Ci troviamo fra le viuzze del Mau, il Museo d’Arte Urbana di Torino: nato nel 1995 per riqualificare la zona e sostenuto fin dal principio dagli stessi abitanti del Borgo, il Mau resta tutt’ora un esempio unico in Italia di museo d’arte contemporanea a cielo aperto; anno dopo anno, si è inoltre arricchito di ulteriori murales e installazioni arrivando a sfiorare le 140 opere attuali.

In alternativa alle visite guidate organizzate dallo stesso museo, è altrettanto piacevole scoprire il quartiere per conto proprio. Cominciamo, dunque, dalla prima “sala”: accanto alla chiesa di Sant’Alfonso de’ Liguori in via Netro, sull’ampia parete di una palazzina, un bambino ci indica un grande sole luminoso invitandoci a entrare nel rione. Accogliamo l’invito imboccando una via dopo l’altra, ricordandoci però di tenere il naso sempre all’insù, poiché a ogni passo una pittura potrebbe sorprenderci dall’alto: una vecchia signora si affaccia da una finestra murata, un cortese signore solleva il cappello in segno di saluto, un enorme grumo di mosche si posa su una casa, una timida finestra sbuca dai petali di una rosa.
Così, passo dopo passo, qualsiasi passante può diventare visitatore in un museo: è questa la forza del Mau.

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Categorie: Cultura, Scoprire Torino

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