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14 giugno 2018

WhatsApp vs Telegram, servizi e pareri a confronto

Il primo è l’app più nota e utilizzata, ma il secondo riscuote sempre più successo: che cosa ne pensano i giovani?

Alessio Colella

Loghi app WhatsApp

Whatsapp è l’app di messaggistica più usata, ma cresce Telegram

Una volta si mandavano gli sms, oggi si comunica usando la rete. Da una decina d’anni a questa parte abbiamo assistito al boom dei servizi di messaggistica istantanea. In Italia WhatsApp è usato da 22 milioni di persone, Messenger da 15 milioni e Skype da 8 milioni. Un po’ più defilato tra le preferenze troviamo Telegram con i suoi 3,5 milioni di utenti.
Se Messenger è caratterizzato dall’essere direttamente collegato a Facebook e Skype si appoggia a una architettura di rete originariamente diversa dagli altri servizi, Telegram pare molto simile a WhatsApp. Ecco le principali caratteristiche dei due servizi “rivali” e alcuni pareri in proposito.

WHATSAPP
La sua prima versione risale al 2009 ed è opera dei due ex impiegati di Yahoo! Jan Koum e Brian Acton. Nel 2016 raggiunge il miliardo di utenti in tutto il mondo, ma i numeri sono in continua crescita. Due anni prima, però, la nota applicazione di messaggistica viene acquisita da Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook, per una cifra pari a 19 miliardi di dollari.
Numeri da capogiro che fanno di WhatsApp una delle applicazioni più celebri e utilizzate al mondo. Le funzionalità offerte nel corso del tempo hanno permesso all’app di migliorare l’esperienza dell’utente mediante messaggi sia di testo che vocali, oltre che la condivisione di immagini, video, gif e documenti.

TELEGRAM
Nato quattro anni dopo WhatsApp da un’idea dei fratelli Durov, già fondatori del social network russo Vk, è un servizio un po’ più di nicchia per via delle molteplici funzionalità aggiuntive che lo caratterizzano, ma è comunque sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani.
Le principali differenze che emergono agli occhi di un neofita sono gli sticker e i bot. I primi hanno il compito di rendere più significative le emoji, si basano spesso su temi e possono essere creati dagli utenti stessi. Gli ultimi, invece, sono degli account in grado di fornire risposte completamente automatizzate – ad esempio esiste un bot che permette di condividere le voci di Wikipedia – ma ce ne sono altri per realizzare sondaggi, condividere immagini e molto altro. Anche in questo caso gli utenti possono programmare bot personalizzati.

IL PARERE DEGLI UTENTI
Ora la parola a chi utilizza abitualmente i servizi per capire quali sono le preferenze tra il pubblico giovanile.
Giulia, 21 anni, dice: «Uso Telegram principalmente per lavoro perché è il canale scelto per le comunicazioni, ma attualmente nel privato scambio messaggi principalmente su WhatsApp». Alberto, 25 anni, riconosce che «Telegram offre delle funzionalità sicuramente più avanzate, ma comunico maggiormente via WhatsApp perché quasi tutti i miei contatti lo usano». Serena, classe 1993, precisa: «Preferisco Telegram perché è ricco di funzionalità, ma i miei amici usano WhatsApp, quindi ne faccio un uso marginale». Aurora, nata nel 1996, spiega: «Ho già WhatsApp, non mi serve Telegram».
Il parere di questi utenti conferma dunque le statistiche: Telegram piace, ma WhatsApp è il re indiscusso.

 

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Categorie: Primo piano, Tecnologie

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