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12 settembre 2018

Storie di viaggi con Vagamondo

Il Bunker ha ospitato Carlo Taglia, autore di numerosi best seller che riguardano le sue esperienze in giro per i cinque continenti

Alessio Colella

Un momento dell'incontro con Carlo Taglia - Vagamondo

Un momento dell’incontro con Carlo Taglia – Vagamondo

La terza tappa del Vagamondo Tour si è tenuta lo scorso sabato al Bunker di Torino, città natale del suo protagonista Carlo Taglia, appassionato viaggiatore di 33 anni, con oltre 200mila chilometri sulle spalle percorsi senza mai prendere aerei. Un incontro interessante con tante storie ed esperienze suggestive, raccontate tanto con le parole quanto con le immagini.

IL VIAGGIO COME STILE DI VITA
Partire per ritrovare se stessi. Così si può riassumere il sentimento che ha spinto Carlo a infilare gli scarponi e a macinare chilometri in giro per il mondo. L‘abuso di droghe lo stava distruggendo, si sentiva divorato dentro dopo un’adolescenza segnata dal senso di inadeguatezza. A vent’anni capisce che non può continuare con quella vita, da lì la voglia di mettersi in viaggio in solitudine per conoscersi davvero.
Carlo Taglia si racconta a cuore aperto e parla delle sue numerose avventure con ironia, ma con la consapevolezza di chi ha visto, conosciuto e imparato molto. Ad esempio del lavoro come aiuto umanitario in Pakistan ricorda: «Più che io aiutare loro era come se loro stessero aiutando me».

L’AFRICA
I viaggi si susseguono, la sua ultima avventura è in giro per l’Africa.
Ci vogliono senza dubbio coraggio e incoscienza per affrontare un’esperienza del genere, spostandosi facendo l’autostop in mezzo al deserto, trovandosi una pistola puntata alla tempia e addirittura nel bel mezzo di un colpo di stato in Zimbawe.
Dall’altro lato, i paesaggi meravigliosi, l’accoglienza calorosa dei locali, la vita delle tribù, la maestosità degli animali che gli camminavano fianco a fianco e infine le piramidi. Le tanto sognate piramidi che hanno concluso il suo viaggio in Africa, prima di salire a bordo di un mercantile in Israele che lo ha portato a Napoli per una pizza, per poi raggiungere l’amata Christina, conosciuta anni prima in una tappa in Svezia, per poi continuare la Norvegia settentrionale usando solo trasporti pubblici e autostop.

VAGAMONDO
Carlo inizia a essere “Vagamondo” nel 2005, quando va in Spagna a cercare lavoro. Poi si sposta in Pakistan, Australia e infine nuovamente in Spagna. Il ritorno in Italia è dovuto a una tragedia familiare, la quale lo tiene lontano dai viaggi per qualche tempo. Nel 2011 toglie la polvere dallo zaino e affronta il giro del mondo… senza aerei. Un’esperienza che lui stesso definisce «di un’intensità straordinaria».
Tornato in patria autopubblica il primo libro, riuscendo a vendere migliaia di copie. Pubblica un secondo volume e anche questo diventa presto best seller. Nel frattempo continua a viaggiare per il mondo e a scrivere; le storie sono raccolte nelle sue, a oggi cinque, pubblicazioni e sulla sua pagina Facebook.
Oggi Carlo dice di volersi riposare: «L’Africa ha chiuso un ciclo in cui ho cercato di diffondere il viaggio come medicina dell’anima. Adesso voglio stare un po’ tranquillo e non penso a scrivere un altro libro. Per il prossimo viaggio penso solo a viaggiare».

 

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Categorie: Intercultura

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