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7 Luglio 2020

WeStudents, l’app degli studenti per gli studenti

L’idea innovativa di tre universitari è diventata un’applicazione leader nel settore dell’istruzione, gestita da una start-up con più di 20 dipendenti

Adele Geja

Gruppo di persone sedute in posa - WeStudents

Il team di WeStudents

Ricordarsi le date di verifiche e interrogazioni, calcolare la media dei propri voti, partecipare a un sondaggio, chattare con i compagni di classe, leggere le circolari e organizzare la festa d’istituto, tutto tramite un’unica applicazione. È ciò che offre WeStudents, diario smart per gli studenti delle scuole superiori, sviluppata da un’innovativa azienda torinese formata da universitari con un’età media di 21 anni.
Abbiamo fatto qualche domanda a Giorgio Morelli, 22 anni, founder dell’app e Ceo della giovanissima start-up.

Quando e come è nata l’idea di WeStudents?
«È nata dalla mia esperienza di studente liceale al classico Cavour, quando per la prima volta ho pensato di creare un’app specifica per la mia scuola. Dopo la maturità mi sono iscritto al corso di laurea triennale in Economics management and computer science presso l’università Bocconi, dove ho potuto portare avanti il progetto. Nello stesso periodo ho conosciuto gli altri soci fondatori, Matteo Giardino e Matteo De Lucia, studenti di informatica e ingegneria elettronica, con i quali a partire dal gennaio 2018 ho cominciato a sviluppare l’app. Quasi per gioco l’abbiamo fatta uscire il 24 ottobre 2018. Benché avessimo invitato più persone possibili a scaricarla, non ci aspettavamo certo di arrivare a 50.000 download nella prima settimana, arrivando al secondo posto in Italia dopo Whatsapp».

In seguito come avete portato avanti il progetto?
«Dopo esserci resi conto che la nostra idea piaceva al pubblico e che aveva le potenzialità per crescere ancora siamo tornati a Torino, dove abbiamo iniziato a lavorare tutti i giorni per perfezionare l’applicazione. Inoltre, da dicembre 2018 abbiamo cominciato a partecipare alle selezioni per B Heroes, un programma tv per la promozione di giovani imprese che stanzia investimenti alle migliori start-up partecipanti. Non siamo riusciti a ottenere il finanziamento, ma è stato un ottimo trampolino di lancio per farci conoscere nell’ambiente delle start-up. Da lì in avanti gradualmente siamo entrati nel giro, riuscendo a ottenere finanziamenti dagli investitori a cui la nostra idea era piaciuta».

Chi fa parte del team e com’è organizzata la vostra start-up?
«Tra noi tre soci fondatori nessuno aveva mai vissuto un’esperienza simile, perciò all’inizio ognuno si occupava un po’ di tutto. Errore dopo errore siamo migliorati e oggi per WeStudents lavorano più di 20 persone, arrivate tramite il passaparola o tirocini universitari. L’azienda è strutturata in quattro sezioni: due di tipo informatico, una di design e grafica e infine un settore dedicato a business, project management, contabilità, eventi e progetti culturali».

Da settembre scorso, WeStudents è ulteriormente arricchito da WeGather, blog promotore di un progetto culturale volto a creare un’istruzione versatile e coinvolgente. Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo parlato con il direttore Guido Giuliani, 22 anni, studente di Giurisprudenza a Torino.

Come nasce WeGather?
«WeGather è nato a settembre del 2019 da una collaborazione tra WeStudents e ToGather, un’associazione di giovani studenti e universitari che intendono promuovere il lato culturale e artistico di Torino. L’idea è stata creare un blog che possa rivoluzionare il rapporto tra scuola, studenti e comunità. Crediamo nella partecipazione attiva, nella libertà di pensiero e d’azione e puntiamo a incentivare la curiosità e la creatività dei ragazzi. Il sogno, insomma, è una scuola che formi persone, non solo studenti».

Da chi è formata la redazione e di quali tematiche tratta il blog?
«La redazione è formata da un team giovane e originale. Da quando abbiamo iniziato, molti ragazzi e ragazze liceali e universitari hanno contribuito al progetto, partecipando in maniera spontanea alla nostra community. Il blog affronta svariati temi, dalla scuola allo sport e dalla letteratura alla tecnologia, aggiornando quotidianamente i lettori sulle ultime news di attualità».

Quali progetti avete realizzato e cosa avete in programma per il futuro?
«Coinvolgere e connettere sono da sempre due parole chiave del nostro progetto, che ci spronano a mantenere il blog avvincente e ricco di novità. Tra i contenuti più interessanti c’è la sezione dedicata agli artisti, che aggiorniamo regolarmente per dare una voce ai giovani emergenti. Infine abbiamo intenzione di organizzare dei nuovi eventi dal vivo perché vogliamo essere inclusivi e veri, rafforzando il senso di community che ci unisce tutti i giorni».

 

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Categorie: Primo piano, Tecnologie

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