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10 Luglio 2020

Un Po di cultura a Casale Monferrato

Dopo l’atto vandalico contro la piccola biblioteca sul fiume siamo andati alla scoperta dell’associazione Amici del Po

Fabio Gusella

Assi di legno e targa metallo rotte - Libreria Amici del Po

La libreria Amici del Po dopo l’atto vandalico

Nella notte fra il 2 e il 3 luglio, ignoti avevano gravemente danneggiato la libreria in legno installata dall’associazione Amici del Po presso l’imbarcadero di Casale Monferrato. Le indagini hanno poi condotto all’individuazione dei responsabili, oggi accusati di danneggiamento aggravato: si tratta di due minorenni residenti nella zona, le cui famiglie si sono dichiarate disposte a risarcire i danni e a valutare l’ipotesi che i ragazzi collaborino con l’associazione per curare l’area.
Una notizia che placa almeno in parte lo sconcerto diffuso in città dopo l’atto vandalico, ma se i materiali possono essere ricomprati, resta l’amarezza poiché quella libreria costituiva anche il simbolo di una comunità che, attraverso la cultura, tentava di tornare alla normalità.

LIBRI IN RIVA AL PO
«Era un nostro regalo alla città realizzato durante il lockdown e dovevamo ancora inaugurarla ufficialmente», aveva commentato il presidente dell’associazione Massimo Sarzano all’indomani del fatto. La libreria – un armadietto in legno realizzato dal mastro d’ascia Severino Livieri e decorato dalla segretaria e pittrice Cinzia Rinco – rientrava nell’iniziativa Un libro in riva al fiume. Benché i suoi scaffali siano rimasti vuoti per le norme anti-Covid, a breve sarebbe stato possibile prendere o lasciare in prestito un libro gratuitamente. L’associazione comunque intende ricostruire la libreria, restituendola quanto prima alla cittadinanza.
Per ironia della sorte, la piccola edicola pare sia diventata un bersaglio più accessibile per i vandali proprio “grazie” agli Amici del Po, che qualche giorno prima avevano tagliato il prato circostante. Come ci spiega Marco Bertoncini, responsabile della comunicazione dell’associazione, «in accordo con il Comune e con il Parco del Po i nostri volontari si occupano da anni di curare l’imbarcadero di Casale: mettono in sicurezza gli alberi pericolanti, realizzano panchine, puliscono l’area dell’attracco e si occupano, appunto, anche del prato».

L’ASSOCIAZIONE: AMBIENTE, STORIA E CULTURA
«Un tempo – continua – organizzavamo gare motonautiche, ma meno di dieci anni fa abbiamo rifondato l’associazione con obiettivi diversi». Oggi si tratta di una realtà senza fini di lucro che ha come obiettivi lo sviluppo e la conservazione della cultura, del paesaggio e delle tradizioni fluviali casalesi.
Gli Amici del Po propongono dunque iniziative di riscoperta del fiume e, come ci viene spiegato, si vuole «far conoscere e vivere il Po, che anni fa dava lavoro a molti casalesi ma che da tempo era stato dimenticato». Pertanto da aprile a ottobre l’associazione organizza su prenotazione gite ed escursioni per famiglie, appassionati e gruppi accompagnati da guide esperte.

GLI EVENTI ESTIVI
«Le disposizioni che giustamente vietano gli assembramenti ci hanno visti costretti ad annullare molti eventi – racconta Marco – compreso il più celebre: la regata per imbarcazioni costruite con cartone e nastro da imballaggi Galleggia non Galleggia». Questa domenica ci sarebbe stata la sesta edizione, ma viste le migliaia di spettatori degli anni precedenti si è preferito rinviare al 2021.
Tuttavia, aggiunge Marco, «nel rispetto delle normative di distanziamento e sanificazione il 12 luglio sarà comunque una domenica di svago, in cui l’imbarcadero si trasformerà in uno stabilimento balneare con sdraio, ombrelloni, servizio bar e gite in barcè, le tradizionali imbarcazioni delle nostre parti». L’evento, che vedrà la collaborazione della Protezione Civile e probabilmente della Croce Rossa, sarà anche l’occasione per sostenere l’attività dell’associazione.
Inoltre nel weekend del 25 e 26 luglio si svolgerà il tradizionale viaggio a remi da Casale a Pavia. Chi volesse partecipare all’avventura può prenotare scrivendo a info@amicidelpocasale.it. «Non servono abilità specifiche – assicura Marco – solo spirito di adattamento!».

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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