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11 Luglio 2011

Balon Mundial, il calcio che unisce

Tra chi ha giocato con Platini e chi lo fa per divertirsi, si è concluso il torneo di calcio per comunità di immigrati, vinto dalla Costa d’Avorio.

Nicola Veneziano

Una delle cose che rende il calcio lo sport più popolare del mondo – con buona pace degli americani – è che più di ogni altro sport sa unire le persone. Davanti ad un pallone non contano più i contrasti ideologici, sociali o etnici, ma soltanto il talento. A questo devono avere pensato gli organizzatori di Balon Mundial, il torneo di calcio fra comunità straniere di Torino che ieri al parco della Colletta ha concluso la sua quinta edizione.

COSTA D’AVORIO & CO.
La vittoria è andata alla Costa d’Avorio, che ha battuto il Marocco per 3 a 0 al termine di una entusiasmante partita; con questo risultato è “triplete”, dopo i successi del 2007 e del 2008: il capitano Cyrille ha dedicato il primo posto ai suoi compagni, soprattutto a quelli con problemi in famiglia.
Ma non è stato il Mundial di una sola squadra, bensì di tutte quante: dal Marocco, dove il capitano è laureato in filosofia che a Torino fa il tecnico e che ha giocato con Michel Platini, al Brasile terzo classificato, coi suoi ragazzi pieni di talento, venuti in Italia per avere successo col calcio, ma che purtroppo, a causa della mancanza di documenti, non ce l’hanno fatta. E che dire del Senegal, il cui numero 18 è tuttora in contratto con l’Aek Atene ma che per contrasti con la dirigenza è fuori squadra, o ancora della formazione indiana, vincitrice della coppa Fair play per la simpatia, che nonostante sia uscita dal torneo dopo aver subito più di 30 reti in tre partite e con zero gol segnati, è sempre uscita dal campo col sorriso sulle labbra.

MUNDIALITO FEMMINILE
Novit di quest’anno, parallelamente al Balon è andato in scena un mundialito di calcio a 5 femminile, che ha accolto ben 8 compagini. A prevalere è stato alla fine il KhoraKhanè, che ha vinto per 4 a 0 in finale contro il Perù, ma l’applauso del pubblico, molto caldo e attento per l’intera durata del torneo, è andato a tutte le ragazze, tanto che il premio per la migliore giocatrice è stato vinto da una giovane marocchina.
Quello del Mundialito è un invito al calcio ed un’attività di unione che ambisce a diventare continuativa e la formazione vincitrice – che ha partecipato anche a campionati di calcetto – può essere d’esempio ad altre squadre, sia sul campo, dove si dimostra la squadra da battere, che fuori, con l’impegno costante di tutte le partecipanti.

LA NASCITA E GLI SCOPI
Con 32 squadre maschili che prendono parte alla competizione, Balon Mondial è diventato il più grande torneo calcistico d’Europa fra comunità immigrate. La manifestazione, nata dalla fusione fra varie iniziative di questo genere, promuove diversi obiettivi, primo fra tutti l’integrazione fra i vari gruppi etnici, per prevenire ogni tipo di esclusione tra gli stranieri che vivono a Torino. Sicuramente scendere in campo per i giocatori è un punto di orgoglio, anche un segno di riconoscimento all’interno della singola comunità, che aiuterà durante tutto l’anno.
Chi vince il torneo non riceve denaro, ma solo un premio simbolico. La vittoria inoltre può essere la prima fase di un processo che trasforma la squadra in qualcosa di più, come nel caso del Perù, che dopo la vittoria dell’anno scorso ha creato un gruppo sportivo e culturale che è addirittura in contatto con la Federcalcio peruviana, niente male per dei dilettanti. Un altro aspetto non trascurabile è quello della cura della persona e della salute: dato che per l’iscrizione i giocatori avevano bisogno di un certificato medico, si cerca anche di instillare in questi giovani l’abitudine ad una visita regolare dal dottore. Perché l’integrazione inizia anche da qui.

Link utili:
Balon Mundial

Conoscevate Balon Mundial? Avete visto qualche partita?

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Categorie: Intercultura, Sport

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