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26 Settembre 2022

Oggi è la Giornata Internazionale per l’Eliminazione delle Armi Nucleari

Istituita dall’Onu nel 2014, assume un significato ancora più importante in questo periodo, quando comunque le testate esistenti sono ancora oltre 13mila

Silvia Bruno

Missile giocattolo - Armi nucleari

Nel mondo ci sono oltre 13mila armi nucleari

“Il dono più grande che potremmo fare alle prossime generazioni sarebbe eliminare le armi nucleari. In questa significativa giornata, impegniamoci a creare un nuovo mutuo accordo al fine di disinnescare definitivamente la minaccia nucleare e raggiungere il nostro obiettivo comune di pace”. Così si conclude il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres in occasione della Giornata Internazionale per la Totale Eliminazione delle Armi Nucleari, che si celebra oggi 26 settembre.

Il tema è tornato quanto mai attuale con la guerra in Ucraina e le parole del presidente russo Putin di pochi giorni fa, contenenti una minaccia neanche così velata al prossimo, possibile uso di questi armamenti. Che si tratti o meno di un reale pericolo, la ricorrenza di oggi assume quindi un significato ancora più importante.

Istituita nel 2014 con la risoluzione 68/32 dell’Assemblea Generale dell’Onu a seguito dell’Assemblea generale sul disarmo nucleare del 26 settembre 2013, la Giornata ha l’obiettivo di sensibilizzare nazioni e individui sulla necessità di eliminazione delle armi nucleari nel mondo; d’altronde questo è uno degli obiettivi delle Nazioni Unite fin dalla loro creazione, dopo la Seconda Guerra Mondiale e le bombe di Hiroshima e Nagasaki.

Durante la prima Giornata, otto anni fa, l’Onu aveva rilasciato un video che poneva alla popolazione mondiale due quesiti: quante armi nucleari pensava ci fossero sulla terra e quante invece ce ne dovrebbero essere.
Per quanto riguarda la prima domanda, ecco alcuni numeri, secondo una stima  fatta dal Sipri – Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma. Nove stati (Usa, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord) dispongono in tutto di oltre 13mila armi nucleari, di cui quasi 4mila dispiegate e operative: ad avere i maggiori arsenali sono Russia e Stati Uniti, rispettivamente con 6.255 e 5.550 testate.

Durante la Guerra Fredda, a metà anni ’80, il numero complessivo era arrivato a 70mila: un pericolo e al tempo stesso un deterrente per tutti. Per questo nel 1991 le due superpotenze mondiali – Usa e l’allora Urss – hanno firmato il Trattato Start, che stabiliva un tetto annuale (6mila bombe) alla produzione di queste armi. L’accordo negli anni è stato rinnovato più volte, abbassando via via il limite consentito. La prossima scadenza è il 2026.

 

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