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20 Maggio 2020

Culturit, studenti con una missione

Nasce a Torino il gruppo locale del network di giovani creativi che si propone di valorizzare il patrimonio non solo culturale del nostro Paese

Fabiana Re

Grafica bianca e grigio-blu con logo Culturit Torino

Culturit è un network di studenti e professionisti

Università e mondo del lavoro: due poli che spesso, sovvertendo al principio che li vuole strettamente collegati, si configurano come opposti. Accade così che troppi studenti si ritrovino con una corona d’alloro sulla testa e lo sguardo spaesato a domandarsi in modo leopardiano: “Ove tende questo vagar mio?”.
Per provare a ridurre questo scarto – almeno nel settore culturale – nel 2015 è nato Culturit, un network di giovani, professori e professionisti che uniscono le proprie competenze per valorizzare il territorio in cui vivono. La rete, già radicata nei principali centri italiani, ha recentemente raggiunto anche Torino, con la nascita di un gruppo locale.

PUBBLICO E PRIVATO, PER FARE ESPERIENZA
Culturit Torino ha visto la luce lo scorso febbraio e conta al momento 10 membri. In comune hanno l’età (sono tutti giovani universitari), l’interesse per la cultura (in ogni sua forma) e l’ambizione. «Vogliamo sbloccare il potenziale di Torino», spiega Stefania, una delle coordinatrici del gruppo. L’obiettivo è infatti valorizzare la cultura a 360 gradi non occupandosi solo di musei, ma anche di artigianato locale, enogastronomia, spettacolo dal vivo, industrie creative… Tutto ciò che costituisce l’identità di un luogo è guardato con interesse e inteso come chiave di sviluppo sociale e culturale.
L’associazione redige progetti per le imprese, supportandole nel consolidare il legame con il territorio, e le amministrazioni pubbliche locali, suggerendo soluzioni innovative per rilanciarne il patrimonio culturale. I giovani di Culturit possono così applicare a problemi reali le conoscenze apprese sui testi universitari e presentarsi un domani sul mercato del lavoro con un solido bagaglio di esperienze.

CULTURIT TORINO IN TEMPO DI CORONAVIRUS
«Il gruppo locale è formato da membri con background completamente diversi», racconta Stefania. Dagli studenti di Beni Culturali a quelli di Giurisprudenza, da Economia a Scienze Politiche: ciascuno apporta competenze e un punto di vista personale. «Ironia della sorte, siamo nati durante una pandemia», riconosce la coordinatrice, consapevole degli ostacoli che il Coronavirus ha disseminato sul percorso del gruppo torinese: difficile creare contatti con l’esterno, così come prevedere tempistiche e modalità di ripresa del settore turistico e culturale.
Gli studenti però non sono rimasti inattivi: hanno identificato i futuri Kp (Knowledge Partner, ovvero i professori e i professionisti che li affiancheranno) e ora si concentrano sul team building. Periodici incontri virtuali permettono loro di condividere “pillole di formazione” e sviluppare idee per il futuro dell’associazione, che ha già in cantiere il progetto di rilancio per un cinema monosala.
Culturit Torino è aperto all’ingresso di nuovi membri: «L’importante è che ci siano voglia e passione», assicura Stefania; chi fosse interessato può scrivere all’indirizzo mail torino@culturit.org. Il gruppo è anche molto attivo sulla pagina Instagram @culturittorino, dove pubblica tre rubriche settimanali dedicate a personaggi e notizie dal mondo della cultura.

IL FUTURO TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE
Dopo il lungo periodo di lockdown, il settore culturale e turistico dovrà essere capace di reinventarsi con creatività. Teatri e musei hanno risposto alla temporanea chiusura imposta dal Covid-19 ampliando la propria offerta digitale e dimostrando grande resilienza di fronte alla crisi.
Sul suo magazine online Volano Culturit si interroga sui possibili risvolti del proliferare di virtual tour ed eventi in streaming. Si rischia che in futuro venga normalizzato un consumo culturale bulimico e superficiale, a scapito dell’esperienza immersiva in un museo o in un teatro. Ora più che mai, il settore ha bisogno di menti fresche e innovative, in grado di immaginare partnership tra enti e proporre l’offerta digitale come complementare, e non sostitutiva, alla fruizione diretta. Le sfide di domani pungolano la nostra capacità di progettare una società diversa e chiunque può contribuire alla sua creazione.

 

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Categorie: Formazione, Primo piano

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