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5 Gennaio 2022

La Befana vien di notte: storia e significato dell’Epifania

Dall’incontro dei Re Magi con Gesù alla vecchietta che distribuisce dolci e carbone, scopriamo le origini di questa festa

Adele Geja

Pupazzo Befana - Epifania

Domani è la festa dell’Epifania, o della Befana

Si celebra domani l’Epifania, ricorrenza cristiana che “tutte le feste si porta via”, segnando il ritorno alla quotidianità lavorativa o scolastica dopo Natale e Capodanno.
Il nome deriva dal termine greco ἐπιϕάνεια (epifáneia), ovvero “apparizione”, originariamente usato in senso religioso per indicare le manifestazioni delle divinità agli uomini, tramite visioni, sogni e miracoli. Nel mondo cristiano invece la festività commemora le prime manifestazioni pubbliche del figlio di Dio: per la Chiesa cattolica l’Epifania è legata all’Adorazione dei Magi, mentre per la maggior parte del mondo ortodosso ricorda il battesimo di Cristo nel Giordano.

La data dell’Epifania fu stabilita solo nel IV secolo, molto tempo dopo la morte di Gesù, all’incirca nello stesso periodo in cui la sua nascita venne fissata al 25 dicembre. Si scelse il giorno in cui, secondo i Vangeli, Gesù venne mostrato in pubblico per la prima volta, durante la visita dei Magi venuti dall’Oriente pagano per rendergli omaggio a Betlemme. La tradizione vuole che l’Epifania sia avvenuta 12 giorni dopo la nascita, ovvero il 6 gennaio per il calendario gregoriano e il 19 gennaio per quello giuliano, tuttora in uso nel mondo ortodosso.

Secondo la versione più popolare della storia, i Magi erano tre re orientali che fecero visita a Gesù dopo essere arrivati in Palestina seguendo una particolare “stella cometa” e portando in dono oro, incenso e mirra. Si racconta che si chiamassero Baldassarre, Melchiorre e Gaspare e che fossero rispettivamente i sovrani dell’Arabia, della Persia e dell’India.
In realtà, i Magi sono citati solamente nel Vangelo di Matteo, che però non parla di quanti fossero, né di come si chiamassero o della loro provenienza. Infatti, come per altri personaggi del presepe, la storia dei re orientali si è nel tempo arricchita di particolari non presenti nei testi sacri. Ad esempio, si dice che i Magi fossero tre perché l’unico dettaglio menzionato è quello dei tre doni ricevuti da Gesù. Tuttavia, il loro ruolo nel racconto di Matteo non si esaurisce qui: sono loro infatti che poi diedero al re Erode la notizia della nascita del nuovo “Re dei Giudei”, in seguito alla quale egli fece uccidere tutti i bambini sotto i due anni della zona di Betlemme, causando la fuga in Egitto di Maria, Giuseppe e Gesù.

Inoltre, nel testo di Matteo non si dice che fossero dei re: la versione originale, scritta in greco antico, utilizza il termine μάγοι (magoi), derivante dall’antico persiano e già adoperato dallo storico greco Erodoto per parlare dei membri delle tribù dei Medi, uno degli antichi popoli dell’odierno Iran. In seguito, i Persiani conquistarono il regno dei Medi e la parola si limitò a indicare i sacerdoti dello zoroastrismo, culto monoteista tuttora esistente in India. Nell’antichità il legame tra religione, astronomia e presunti poteri era molto forte: già i Greci chiamavano con lo stesso termine i sacerdoti babilonesi che praticavano l’astrologia e i rituali magici e ancora oggi la parola mago in italiano ha conservato questo significato.
Dal punto di vista teologico invece, la visita dei Magi rappresenta il riconoscimento della natura divina di Gesù da parte dei popoli non-ebrei, a cui più avanti sarebbe stata destinata la sua predicazione.

Nei paesi cattolici il giorno dell’Epifania si usa donare regali ai bambini: in Italia sono portati dalla figura folcloristica della Befana (il cui nome deriva proprio da una storpiatura del termine epifania) che a cavallo di una scopa volante nella notte tra il 5 e il 6 gennaio consegna dolciumi a chi è stato buono e carbone a chi è si è comportato male.
Tipicamente italiana e poco conosciuta nel resto del mondo, la vecchina con naso adunco, vesti lacere e scarpe rotte che inserisce i suoi doni nelle calze appese al camino affonda le sue radici nei riti propiziatori pagani legati al solstizio d’inverno. Si tratterebbe infatti di una rappresentazione femminile della natura invernale: la vecchiaia della donna simboleggia quindi il passaggio da una stagione all’altra.

Nel corso del tempo sorse anche una leggenda che lega la Befana ai Magi che, diretti a Betlemme, avrebbero chiesto informazioni a un’anziana donna incontrata lungo la strada. Pare che la vecchia signora, pur conoscendo la loro destinazione, rifiutò di seguirli e in seguito si pentì della scelta. Allora cominciò a cercarli, bussando a ogni porta nella speranza di imbattersi nel piccolo Gesù e regalando dolciumi e doni a ogni bambino che incontrava. Si racconta che da allora la Befana giri il mondo continuando la sua ricerca e distribuendo dolci per farsi perdonare.

 

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Categorie: Cultura

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