Home » Ambiente » Il Río Paraná sta sparendo

7 Ottobre 2021

Il Río Paraná sta sparendo

Il secondo fiume più grande dell’America Latina si sta prosciugando e la cosa ci riguarda più di quanto immaginiamo

Valeria Guardo

Chiatta in secca su fiume - Río Paraná

Il Paraná in secca

In un articolo precedente vi abbiamo parlato del sesto Report dell’Ipcc sui cambiamenti climatici in corso e le responsabilità del genere umano. Quel che è evidente è che per molti eventi catastrofici portata e intensità hanno raggiunto livelli finora mai osservati.
Non parliamo solo di vasti incendi o uragani sempre più potenti, quanto anche di eventi meno impattanti a livello mediatico ma non a livello ecosistemico e di sopravvivenza: ad esempio la siccità che ha ridotto dal mese scorso la portata del Río Paraná, il secondo più grande dell’America Latina, ai minimi storici dal 1944.

TANTE CAUSE IN UNA
È lecito chiedersi come si sia arrivati a questo punto. La riposta non è una sola; innanzitutto la deforestazione dell’Amazzonia e le anomalie nelle piogge stagionali dovute al riscaldamento climatico hanno portato a forti ondate di siccità sull’area.
Gli ecosistemi boschivi sono estremamente importanti per mantenere il giusto tasso di umidità che porta gran parte del vapore acqueo a formare la pioggia, che a sua volta alimenta gli affluenti del Paraná. I vasti incendi sull’ecosistema amazzone – che come sappiamo sono dovuti direttamente e indirettamente all’attività dell’uomo – hanno trasformato le foreste ricche di biodiversità vegetale e animale in qualcosa di molto simile a una savana. Scenari di questo tipo stanno diventando via via sempre più frequenti nell’America centro-meridionale, dove l’espansione delle monocolture a cereali, palmeti da olio o frutta da esportazione e il prelievo di materie prime ed energetiche sono processi che non conoscono battute d’arresto.

GLI IMPATTI SU COMMERCIO…
I forti squilibri sugli ecosistemi e sulla biodiversità animale e vegetale costituiscono però solo una parte del problema. Un’altra conseguenza è data dai pesanti impatti economici per le popolazioni dei tre paesi attraversati dal río Paraná: Argentina, Brasile e Paraguay.
Questa regione dipende in gran misura dal fiume per generare energia, per il trasporto dei prodotti cerealicoli via nave e per la pesca. La drastica riduzione della portata del corso d’acqua ha reso impraticabile quest’ultima e le navi cargo hanno dovuto fare importanti tagli sulle quantità di carico di merci per poter salpare in sicurezza ed evitare di arenarsi nei punti di minore profondità. Le conseguenze sono state fin da subito evidenti: il prezzo per un viaggio marittimo è passato dai 15.000 ai 35.000 dollari al giorno e di conseguenza il costo di esportazione di ciascun carico di prodotti alimentari è cresciuto fino a toccare 315 milioni di dollari.

…E POPOLAZIONI
Inoltre il prosciugamento delle acque sta portando questi paesi a sfruttare fonti di energia più costose (e probabilmente più inquinanti) che possano tamponare il fabbisogno energetico attuale, mentre le fasce più vulnerabili delle società rimarranno verosimilmente senza elettricità per periodi che è difficile stimare.
Infine ma non da ultimo, si stanno riscontrando i primi gravi impatti a livello igienico e sanitario: l’accesso all’acqua dolce per larga parte della popolazione è compromesso, le pompe idrauliche che garantiscono la captazione e distribuzione ai centri abitati non stanno funzionando perché il livello dell’acqua è troppo basso e le reti fognarie che prima sfociavano sul fiume, ora scaricano il loro contenuto a cielo aperto.

 

Tag: , , , ,

Categorie: Ambiente

Lascia un commento